La dislessia, un disturbo dei 4 disturbi dell’apprendimento necessita di una definizione più precisa per garantire un supporto adeguato.
Negli anni, le diverse definizioni hanno creato confusione, rendendo difficile l’accesso alla diagnosi e al supporto, che varia notevolmente a seconda del luogo di residenza.
Per risolvere questo problema, un gruppo di ricercatori del Regno Unito, tra cui l’Università di Birmingham, il King’s College London e l’Università di Oxford, ha proposto una nuova definizione a livello nazionale.
Questa iniziativa è nata dal riconoscimento che la definizione attuale, basata sulla revisione Rose del 2009, non è stata universalmente accettata e non ha fornito un percorso chiaro per la valutazione della dislessia.
La professoressa Julia Carroll, leader dello studio, sottolinea l’importanza di una definizione condivisa per migliorare il supporto ai bambini dislessici.
Per raggiungere questo obiettivo, 58 esperti internazionali in disturbi dell’apprendimento hanno valutato e votato su una serie di affermazioni chiave relative alla dislessia, coprendo aree come la definizione, le capacità intellettive, le cause e la co-occorrenza con altri disturbi.
Da queste affermazioni è emersa una nuova definizione che descrive la dislessia come un insieme di difficoltà di elaborazione che influenzano l’acquisizione della lettura e della scrittura, con indicatori chiave come la fluidità della lettura e l’ortografia.
La dislessia si presenta su un continuum e può coesistere con altri disturbi dello sviluppo.
I ricercatori sostengono che il processo di valutazione dovrebbe seguire 4 fasi principali: escludere altre cause delle difficoltà, raccogliere informazioni aggiuntive, intervenire rapidamente con supporto aggiuntivo se necessario, e valutare la risposta all’intervento.
Questo approccio potrebbe migliorare significativamente il supporto ai bambini dislessici, garantendo loro pari opportunità di apprendimento.
Inoltre, il percorso diagnostico nazionale obbligatorio basato su queste fasi potrebbe ridurre le disparità nel supporto educativo, assicurando che ogni bambino riceva l’aiuto di cui ha bisogno per superare le sfide quotidiane scolastiche.
Questa nuova definizione rappresenta un passo cruciale verso una maggiore comprensione e inclusione delle persone con dislessia, migliorando così la loro qualità della vita.