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Dislessia e mondo del lavoro, due progetti utili

Il sostegno garantito dalla legge 170 del 2010 nei confronti degli studenti e delle studentesse con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) durante tutto il loro percorso scolastico si concretizza tramite strumenti compensativi, un piano didattico personalizzato, mappe concettuali e molto altro ancora.

Ma una volta terminate scuola e/o università, non ci sono tutele per le persone con DSA alla ricerca della prima occupazione (circa 12.000 ogni anno).

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento possono creare problemi nella ricerca di un lavoro, così come la mancanza di riferimenti normativi e la poca conoscenza dell’argomento.

Eppure, diversi studi dimostrano come le persone con DSA abbiano caratteristiche e qualità di livello assoluto, come ad esempio elevate capacità nella risoluzione di problemi anche complessi e una grande creatività. Aspetti che possono garantire il successo non solo personale, ma dell’intera azienda. Tuttavia, è necessario che i soggetti con DSA siano adeguatamente supportati.

Il progetto “DSA Progress for Work” va proprio in questa direzione, ovvero nella promozione di metodologie che consentano di valutare correttamente il potenziale di un candidato con DSA e anche le prestazioni dei lavoratori con dislessia e discalculia all’interno di un’azienda.

Ci sono alcune aziende che hanno già ottenuto l’attestato di impresa “dyslexia friendly”, come ad esempio Ibm Italia, Intesa Sanpaolo, Tim.

Nel 2020 l’Associazione Italiana Dislessia (AID) ha dato anche vita al progetto “DSA: lavoro, orientamento, tutela e ricerca” che ha come obiettivo quello di fornire una formazione di base su Dsa e sul loro impatto nel mondo del lavoro e far sì che gli ambienti lavorativi siano sempre più inclusivi.

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“DSA: FormAzione Lavoro”, il percorso dell’AID per aiutare nella ricerca di un impiego

Si chiama “DSA: FormAzione Lavoro” ed è il percorso online appena ufficializzato dall’Associazione Italiana Dislessia e destinato a lavoratori o aspiranti lavoratori con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Il corso, completamente gratuito, si pone come obiettivo quello di supportare le persone con DSA al raggiungimento dei propri obiettivi professionali tramite video lezioni e materiali di approfondimento su piattaforma e-learning.

AID ha voluto strutturare questo percorso per venire incontro a tutte quelle persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento che ogni anno trovano grandi difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro (circa 12.000, ndr).

Con questo corso, gli interessati potranno disporre dei giusti metodi per scrivere un CV o una lettera di presentazione, ma anche per comprendere meglio quale può essere il proprio settore lavorativo di riferimento e come partecipare ai colloqui di selezione.

Allo stesso modo, l’iniziativa dell’AID è destinata anche ai lavoratori con DSA di ogni età che trovano difficoltà sul posto di lavoro perchè spesso non consapevoli delle strategie per fronteggiare le problematiche che insorgono con i dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia.

L’iscrizione è possibile fino al 15 marzo 2021, e al termine del corso ogni partecipante potrà avere a disposizione 3 incontri gratuiti di career counseling personalizzato con uno dei consulenti carriera AID: una scelta importante che mira a fornire il giusto supporto sia nella fase di ricerca di un’occupazione che nel percorso di crescita professionale.

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Dislessia a distanza, ora è più semplice con l’app “Leggo Facile”

Un’app talmente funzionale e innovativa da riuscire ad aggiudicarsi il “Top of the Pid 2020 Re-start!”, un premio promosso dai Punti Impresa Digitale (PID) attivati dalle Camere di Commercio di tutta Italia per favorire la digitalizzazione tra le imprese.

Stiamo parlando di “Leggo Facile”, un’applicazione creata dall’azienda One Health Vision di Lecce che ha come obiettivo quello di trattare la dislessia anche a distanza, come in questo periodo dove la pandemia di coronavirus impone regole ben precise.

“Leggo Facile” permette alle persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) ed in particolare dislessia di poter proseguire ogni tipo di esercizio migliorativo anche a casa, magari con il prezioso aiuto di genitori e parenti, riuscendo così a continuare a lavorare sul disturbo nonostante le restrizioni anti-Covid.

Sono tanti gli esercizi messi a disposizione dalla piattaforma, che saprà anche elaborare man mano un quadro che fornirà alla persona interessata i progressi compiuti giorno dopo giorno.

Un’app talmente innovativa, “Leggo Facile”, da riuscire a capire autonomamente se lo studente dislessico ha ormai superato uno step e può quindi passare a quello successivo.

Nell’esprimere soddisfazione per il premio ricevuto, il cofondatore di One Health Vision, Vincenzo Ciccarese, spiega anche quanto tempo è necessario per raggiungere un buon livello di lettura: “La dislessia è un disturbo che va trattato in età scolare per evitare che possa trascinarsi nel tempo – afferma Ciccarese – Abbiamo verificato che con 20 minuti di trattamento protratto per tre mesi, i bambini hanno la possibilità di raggiungere un livello adeguato di lettura”.

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Strumenti compensativi, un valido aiuto per gli alunni DSA

Esistono degli strumenti compensativi che possono certamente dare una mano agli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Un esempio è il PC, ormai molto utilizzato anche a scuola, che aiuta soprattutto in caso di disgrafia.

Inoltre, il correttore automatico può venire incontro a chi soffre di disortografia. Infine, la sintesi vocale è un’altra opzione che può tornare molto utile per lo svolgimento dei compiti.

Tuttavia, sebbene l’utilizzo del PC debba certamente considerarsi importante, servono comunque dei percorsi di potenziamento mirati che stimolino gli alunni a leggere e scrivere anche nella modalità tradizionale.

Inoltre, per consentire al PC di essere davvero uno strumento compensativo, è necessario saperlo usare nella maniera corretta. Lo stesso vale per altri strumenti, come i libri digitali o la sintesi vocale.

Per farla breve, gli strumenti tecnologici sono sicuramente una risorsa molto importante, ma devono essere “guidati” dagli insegnanti, che possono spiegare ai bambini con DSA come sfruttare questi aiuti.

Ad esempio, il docente dovrebbe digitare sulla tastiera con tutte le dita e dovrebbe inoltre conoscere tutti i software che riguardano gli alunni con DSA. Infine, l’aiuto dello psicoterapeuta può essere importante per aiutare gli studenti ad entrare in contatto con gli strumenti compensativi, che in un primo momento sono certamente “un mondo nuovo”.

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Gpt-3, il sistema di intelligenza artificiale che scrive testi come se fosse umano

Si può riconoscere se un testo è stato scritto da mano umana o se invece è stato prodotto da un sistema di intelligenza artificiale? Con gli ultimi modelli sta diventando praticamente impossibile, almeno stando a quanto riportato dal New York Times.

Il popolarissimo quotidiano newyorkese ha infatti condotto un test con il Gpt-3, l’ultimo modello di linguaggio basato su intelligenza artificiale creato da OpenAI e sponsorizzato nientemeno che da Microsoft.

L’articolo, scritto per metà da un umano e per metà da una macchina, ha mostrato come entrambe le modalità siano ormai identiche, dato che l’intelligenza artificiale riesce ad interpretare e scrivere con chiarezza e correttezza qualsiasi argomento.

Un’evoluzione davvero significativa, se si pensa che il predecessore di questo nuovo sistema, Gpt-2, conosceva all’incirca 1,5 miliardi di parametri. Gpt-3 lo supera nettamente, arrivando ad immagazzinare 175 miliardi di parametri: un numero destinato oltretutto a crescere.

La tecnologia Gpt-3 può rivelarsi decisiva per il miglioramento della vita delle persone, a cominciare dai percorsi scolastici e formativi. Pensiamo agli studenti e alle studentesse con dislessia, che potrebbero trarre giovamento da questo strumento, sia nella scrittura che nella lettura di libri scolastici realizzati sulla base del reale livello degli studenti. Un percorso su misura garantito da un sistema con potenzialità eccezionali, che va tuttavia condotto nella direzione giusta.

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Il metodo di studio, approccio fondamentale anche per gli alunni DSA

Per far riuscire al meglio i ragazzi nello studio, sia in presenza di una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento o meno, sono molto importanti alcune strategie e metodi di studio, a cominciare dall’ascolto attivo in classe.

Un ascolto che non deve riguardare soltanto lo studente tenuto ad imparare i contenuti, ma anche il docente chiamato ad insegnare gli stessi, garantendo una buona riuscita del processo di apprendimento.

Nel caso degli alunni con DSA, i docenti potranno quindi tenere conto di come questi profili prediligano schemi e immagini come “canale preferenziale” per accedere all’informazione scritta. Grafici, tabelle, mappe e immagini diventano quindi molto utili durante la spiegazione in classe, e faciliteranno il lavoro dell’alunno a casa.

Nel processo di apprendimento diventano quindi fondamentali alcune caratteristiche, come l’analisi degli indici testuali per una corretta comprensione del testo: titoli, quindi, ma anche didascalie, paragrafi, glossario, tabelle. Oltre a ciò, diventa di primaria importanza l’organizzazione, ovvero la distribuzione delle attività di studio in un lasso di tempo più ampio, in modo tale da favorire il processo di ripensamento e rielaborazione dei contenuti.

Esistono quindi delle strategie che consentono di consolidare le abilità metacognitive, attuabili in tre momenti differenti: il giorno della spiegazione in classe, il giorno prima della lezione successiva e il giorno prima delle prove di verifica.

Il materiale della lezione, una volta conclusa, può essere velocemente rivisto per capire se ci sono dubbi sui contenuti, immaginando anche un possibile questionario di verifica.

Prima della lezione successiva è invece molto utile rivedere i contenuti e porsi delle domande sugli stessi: un passaggio fondamentale per gli studenti che hanno una memoria carente. Vengono in aiuto i brevi promemoria, con poche informazioni ma funzionali al consolidamento dei contenuti, e i grafici come gli schemi e i diagrammi che favoriscono la memorizzazione.

Tutto questo materiale potrà essere utilizzato nel giorno che precede la verifica. Una buona pratica è quella di condividere con il docente il materiale di studio, in modo tale da ricevere consigli su come eventualmente correggerlo e migliorarlo.

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Visual Storytelling, l’uso delle immagini per aiutare gli alunni con DSA

La grande espansione dei social come Instagram e TikTok sta portando sempre più a comunicare attraverso le immagini e i video. Narrare un racconto per immagini, attraverso un processo di costruzione ed organizzazione che viene comunemente definito “Visual Storytelling”. 

In breve, attraverso il Visual Storytelling si racconta qualcosa sfruttando i mezzi visivi, e quindi le foto, i video o altro ancora, magari migliorando il tutto con l’aggiunta di musica o della voce stessa.

Un processo che sta interessando molto anche gli studiosi, dato che le immagini riescono ad avere un forte potere evocativo dei concetti di cui sono piene, anche di quelli astratti. Ecco perchè le immagini possono aiutare molto anche gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), in particolare nella comprensione.

Lo stesso vale per gli alunni che presentano difficoltà dal punto di vista uditivo o magari hanno problemi a scrivere bene alla lavagna: le grandi immagini possono venire incontro, specialmente in un periodo come questo che richiede il rispetto del distanziamento sociale.

Come spiega “Orizzonte Scuola”, le emozioni vengono razionalizzate e processate in maniera cognitiva solo in un secondo momento. Lo sa bene chi opera nel campo della pubblicità, che si serve di immagini “impattanti” per influenzare al meglio. Pertanto le immagini possono avere effetti benefici sull’emotività, ed è per questo che possono essere utilizzate per far sì che alcuni concetti vengano appresi più facilmente.

Va da sè che il metodo risulta più efficace con le materie umanistiche, come l’italiano o la storia, ma anche con le scienze sociali.

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Apprendere meglio con lo smart learning, ecco le soluzioni di IRIS

Per rendere più semplice l’apprendimento, sia durante lo studio che nei luoghi di lavoro, sono disponibili sul mercato alcune soluzioni che possono dare una grande mano a coloro che soffrono di Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed in particolare di dislessia.

Ad esempio i prodotti targati IRIS, che fanno dello smart learning – l’unione dell’e-learning con l’apprendimento intelligente reso più agevole dalla tecnologia – un concetto primario.

IRIS mette a disposizione delle lampade scanner che prendono il nome di RIScan™ Desk e IRIScan™ Desk Pro e consentono di interagire molto meglio con il testo. Le lampade, infatti, digitalizzano qualsiasi libro o documento fino al formato A3, permettendo così di ingrandire il testo.

Molto interessante anche IRIScan™ Book, che permette allo studente di procedere alla digitalizzazione di qualsiasi pagina di un libro o di un quaderno senza doverla necessariamente strappare. Uno strumento molto comodo anche da trasportare, dato che entra benissimo nello zaino. Il suo funzionamento è garantito anche senza il computer, in modo tale da acquisire i documenti e scaricarli successivamente.

Infine, vale la pena sottolineare le funzionalità di Readiris™ 17, un software di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) e PDF che consente di convertire immagini e documenti acquisiti in testo editabile. Non solo: con questo prodotto IRIS è infatti possibile anche la lettura a voce alta dei PDF, dato che dispone di una tecnologia di sintesi vocale particolarmente avanzata.

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Dislessia, gli indizi a cui bisogna fare attenzione

Come si fa a capire se è dislessia o si tratta di altro? E’ questa la domanda che si pongono spesso i genitori che devono far fronte ai problemi di apprendimento dei loro figli.

La dislessia emerge con chiarezza solo quando il bimbo o la bimba cominciano la Scuola Primaria, mostrandosi nei limiti in termini di lettura e scrittura. Durante la scuola dell’infanzia può comparire qualche segnale, ma è in seconda (o al massimo in terza) elementare che alcuni disturbi dell’apprendimento (come ad esempio il vocabolario limitato, ndr) emergono con più chiarezza.

Ma le difficoltà che compaiono in questo periodo sono sempre riconducibili alla dislessia? Non per tutti i casi, dato che non sono pochi gli alunni che nel tempo riescono a recuperare il gap. Prima di dare una diagnosi definitiva serve far passare un pò di tempo, in genere almeno un anno (in alcune situazioni anche un anno e mezzo).

Chiaramente, ci sono degli indizi che portano a riconoscere la dislessia, come il non riuscire a riconoscere le lettere e a pronunciarle nella maniera corretta dopo diversi mesi di scuola.

Inoltre, il Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) compare soprattutto in presenza di un deficit della capacità visiva, ovvero nel non riuscire a dividere l’informazione essenziale da quella irrilevante.

Anche il non riuscire a dividere i suoni delle parole in sillabe può rappresentare un campanello d’allarme. Infine, in presenza di dislessia i bambini non saranno in grado di trovare facilmente la parola giusta da utilizzare in un determinato contesto.

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“Dislessia Amica Livello Avanzato”, il percorso formativo per tutti i docenti: dettagli e obiettivi

L’Associazione Italiana Dislessia (AID) prosegue nel percorso formativo “Dislessia Amica Livello Avanzato”, realizzato assieme alla Fondazione TIM, che promuove e sostiene il progetto, avvalendosi anche dell’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).

Un percorso che ha riscosso un certo successo negli anni scolastici 2016-2017 e 2017-2018 e che mira a far sì che la scuola diventi davvero inclusiva, in particolar modo per gli alunni che soffrono di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), come dislessia e discalculia.

Ma in cosa consiste “Dislessia Amica Livello Avanzato”? Per farla breve, si tratta di un percorso formativo che si può seguire tramite una piattaforma e-learning – ovviamente in modalità gratuita, ndr – da qualsiasi istituto scolastico italiano. Al percorso hanno accesso tutti i docenti di ogni ordine e grado, dalla Scuola dell’Infanzia fino alla Scuola Secondaria di Secondo Grado.

Orientando la didattica e la struttura organizzativa della scuola, l’obiettivo di “Dislessia Amica Livello Avanzato” è quindi quello di incentivare strategie di apprendimento e modalità che risultino più adeguate e funzionali nei confronti degli studenti con DSA. Il percorso formativo si struttura con materiali di approfondimento e video lezioni.

Il corso, che ha una durata complessiva di 50 ore, si divide in 5 moduli, ognuno con delle finalità ben precise. Alla fine di ogni modulo il docente verrà sottoposto ad un questionario valutativo: il superamento dello stesso consentirà di accedere al modulo successivo.

La seconda fase avrà come peculiarità dei contenuti specifici, distinti a seconda del grado scolastico di appartenenza del docente iscritto, sempre con valutazione finale.