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“La dislessia è il mio Superpotere”, l’esibizione di Bea Lambe a X Factor commuove i giudici

Una canzone dedicata interamente ad uno dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento più diffusi, ovvero la dislessia. Nella puntata di ieri sera delle audition di X Factor 2020 (la seconda di questa nuova edizione del format, ndr) ha suscitato impressioni molto positive la concorrente Beatrice, in arte “Bea Lambe”.

Beatrice, che ha 20 anni, si è presentata per la prima volta ad un provino. Nonostante ciò, la ragazza non si è lasciata prendere dall’emozione, proponendo la canzone “Superpotere”, scritta da lei.

Una canzone che parla proprio di quel disturbo, la dislessia, che la accompagna fin dalla tenera età e che le ha fatto vivere un periodo tutt’altro che semplice. Ma è la stessa Bea Lambe a spiegare che con l’aiuto degli altri tutto si può superare. Anche la dislessia.

“Credo che ognuno di noi ha dei superpoteri – ha detto Beatrice alla giuria – e che quello che noi pensiamo sia un difetto potrebbe essere un superpotere”.

I giudizi sono stati tutti positivi. Emma Marrone le ha attribuito una certa dolcezza, “ma anche due palle così”. Per Mika, “una cosa speciale si può riconoscere velocemente”.

Anche Hell Raton, Manuel Agnelli e Alessandro Cattelan sono rimasti colpiti dall’esibizione di Bea Lambe, che può quindi continuare il suo percorso.

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Disturbo Specifico dell’Apprendimento, l’importanza dello screening per un’individuazione tempestiva

Per identificare al meglio e in maniera particolarmente tempestiva un Disturbo Specifico dell’Apprendimento è senza dubbio opportuno effettuare un apposito screening, ovvero un’indagine che consente di individuare i bambini e le bambine che presentano fattori di rischio e intervenire nella modalità più adeguata.

Lo screening consente infatti di comprendere il grado di rischio, fornendo ai genitori tutti gli strumenti per un lavoro di potenziamento mirato e per la consultazione dal punto di vista diagnostico.

Tutto questo tenendo presente che lo screening non è indice di verità assoluta, ma semplicemente l’indicatore di un’anomalia che è bene approfondire con una certa attenzione.

Perchè è così importante individuare precocemente un Disturbo Specifico dell’Apprendimento? In questo modo non si corre il rischio di incappare in errori di valutazione, magari attribuendo la causa delle sue difficoltà a situazioni familiari particolarmente disagiate. Inoltre, se il DSA viene individuato in tempo, si possono mettere in campo tecniche di riabilitazione e trattamento e un approccio scolastico pertinente.

Ecco perchè lo screening diventa uno strumento fondamentale, capace non solo di fare un’individuazione precoce dei bambini con difficoltà di acquisizione della letto-scrittura ma anche di mettere in pratica delle tecniche adeguate con una certa tempestività.

Al Centro per l’Età Evolutiva lo screening riguarda bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado. Viene particolarmente consigliato ai genitori che si accorgono di problematiche come la lettura lenta o scorretta, la difficoltà ad apprendere i numeri e ad effettuare i calcoli o la presenza di errori di ortografia costanti. Difficoltà che possono essere segnalate dagli stessi insegnanti.

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Dislessia e disgrafia, il metodo più adatto. Sì allo stampato maiuscolo

Nella recente intervista rilasciata al portale “Tecnica della Scuola”, la dottoressa Alessandra Luci – psicologa, psicoterapeuta e logopedista – ha affrontato nel dettaglio le problematiche inerenti dislessia e disgrafia, tra i più noti disturbi specifici di apprendimento che si evidenziano nei primissimi anni della formazione primaria.

La dottoressa Luci rimarca che l’adozione del metodo globale non è la scelta migliore, in quanto risulterebbe addirittura “ritardante” nell’acquisizione di una certa fluenza e correttezza di lettura.

Una possibile alternativa è quindi il metodo fono-sillabico o semplicemente il sillabico, dove ogni consonante viene abbinata alla forma di un determinato oggetto. L’esempio più calzante è quello della M, che viene normalmente individuata con la montagna. Inoltre, è possibile stabilire coppie di consonanti per evidenziare le difficoltà dal punto di vista grafico: la M e la N, ad esempio, ma anche la P e la B o la D e la R.

La dottoressa Luci smentisce poi la convinzione che le lettere scritte in stampatello predispongano alla dislessia o alla disgrafia. Secondo l’esperta, infatti, lo stampato maiuscolo consente una più semplice distinzione sul piano visivo nel momento della lettura, e risulta anche più agevole da eseguire durante la scrittura. Questo perchè si tratta di una scrittura bilineare, a differenza dello stampato minuscolo e del corsivo che sono invece quadrilineari.

Per questo, la dottoressa Luci consiglia di introdurre il corsivo solo se si ha la certezza che il bambino “abbia stabilizzato ed automatizzato la corrispondenza fonema-grafema in stampato”.

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Accessibilità e inclusione, l’iPad come supporto: il webinar formativo dell’AID

Un evento importante che si pone come obiettivo quello di fornire il massimo supporto possibile agli studenti, ai docenti e anche ai genitori nelle attività di didattica a distanza.

Stiamo parlando del webinar formativo gratuito “iPad come strumento di accessibilità ed inclusione. Equilibrio tra didattica digitale e didattica tradizionale”, in programma il prossimo 30 settembre ad Arezzo e organizzato dalla sezione aretina dell’Associazione Italiana Dislessia, in collaborazione con Rekordata.

Un webinar che si avvarrà dell’utilizzo degli strumenti digitali messi a disposizione da Apple, nel pieno rispetto dei principi di inclusione e accessibilità.

L’evento prenderà il via alle ore 17 e avrà una durata di circa un paio d’ore. Per partecipare all’iniziativa non ci sono requisiti: l’ingresso è aperto a tutti, previa iscrizione online attraverso la pagina dedicata del sito dell’Associazione Italiana Dislessia.

Una volta completata la registrazione, gli utenti riceveranno un messaggio e-mail che confermerà la partecipazione al webinar formativo, includendo anche tutte le informazioni necessarie.

Tra gli interventi, vanno segnalati quelli di Roberto Cutolo, Dirigente Ufficio III USR Toscana, e di Pierpaolo Infante, Direzione Generale Ufficio III USR Toscana, che verranno introdotti da Pier Scotti di Apple Italia.

Tra i relatori troviamo invece Gabriele Cordovani, Responsabile Nazionale AID Giovani, Sauro Tavarnesi, Dirigente Scolastico IC Giorgio Vasari di Arezzo e Samanta Parise, Apple Distinguished Educator e Insegnante di Scuola Primaria.

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Dislessia e disgrafia, disturbi “diversi”. Ma si può intervenire

Non è raro che un bambino manifesti degli insuccessi durante i primi mesi della scuola primaria. Spesso si tratta di lievi difficoltà che si risolvono spontaneamente, ma in alcuni casi può trattarsi di dislessia o disgrafia.

Entrambe le situazioni rientrano nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, come ricorda la dottoressa Alessandra Luci, psicologa/psicoterapeuta, D.U. in Logopedia, che si occupa proprio di questi aspetti.

La dottoressa Luci, in un’intervista rilasciata al portale online “Tecnicadellascuola”, rimarca le differenze tra dislessia e disgrafia, sottolineando che la prima è un disturbo della lettura che si manifesta con una spiccata lentezza della lettura a voce alta e anche da una minore correttezza rispetto a quanto ci si aspetterebbe dall’età anagrafica; la seconda, invece, è un disturbo della grafia, con l’aspetto grafico della scrittura che appare meno qualitativo e anche meno fluente.

Sempre la dottoressa Luci rimarca che dislessia e disgrafia non sono affatto la stessa cosa, e che non è detto che un bambino dislessico sia necessariamente anche disgrafico o viceversa. I due sistemi sono “separati, diversi e distinguibili”, e hanno origini differenti, pertanto non devono necessariamente essere interpretati come manifestazioni dello stesso fattore paragenetico nel caso si presentino in contemporanea su un bambino o una bambina.

Ma è possibile intervenire? E se sì, in che modo? Le indicazioni le fornisce direttamente il Ministero nelle Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, dove vengono chiariti i metodi di insegnamento e apprendimento da utilizzare con i bambini che manifestano Disturbi Specifici dell’Apprendimento, come appunto la dislessia e la disgrafia.