La dislessia, una delle principali forme di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), interessa una percentuale significativa della popolazione scolastica italiana.
Innovazione didattica: l’integrazione dei videogiochi
Un approccio che sta guadagnando terreno è l’utilizzo dei videogiochi d’azione combinati con metodi tradizionali. La tecnica della Repeated Reading (RR), che prevede la lettura ripetuta di un brano per migliorare fluidità e comprensione, ha dimostrato risultati ancora più efficaci se alternata a sessioni di videogiochi d’azione.
Questi giochi non solo stimolano funzioni cognitive legate alla lettura, ma aiutano anche a ridurre l’ansia e aumentare la motivazione degli studenti.
Ad esempio, gli insegnanti hanno osservato progressi significativi nella gestione della punteggiatura e nell’espressività durante la lettura. Inoltre, molti studenti hanno riportato sensazioni positive, descrivendo il gioco come un “riscaldamento mentale” che facilita l’attività successiva.
Come i videogiochi supportano la lettura
I videogiochi d’azione agiscono su diverse aree cognitive fondamentali per la lettura. Tra queste spicca l’attenzione visuo-spaziale, indispensabile per identificare rapidamente lettere e gruppi ortografici. Bambini con dislessia spesso mostrano difficoltà nella distinzione tra lettere vicine (fenomeno noto come crowding), ma l’interazione con stimoli rapidi e distribuiti nello spazio nei videogiochi migliora questa capacità.
Inoltre, tali giochi potenziano l’attenzione temporale e facilitano il passaggio dal canale visivo a quello uditivo, essenziale per la conversione grafema-fonema
Verso una didattica più inclusiva
L’integrazione dei videogiochi d’azione nei percorsi educativi rappresenta una svolta promettente per il trattamento della dislessia. Non si tratta di abbandonare le tecniche consolidate ma di arricchirle con strumenti che stimolano abilità cognitive ed emotive spesso trascurate.
Psicologi ed educatori possono sfruttare questi strumenti per creare ambienti di apprendimento più motivanti e meno stressanti per gli studenti.
L’obiettivo è trasformare la lettura da fonte di frustrazione a esperienza positiva e coinvolgente.
In conclusione, la combinazione tra innovazione tecnologica e approcci tradizionali potrebbe aprire nuove prospettive nella didattica inclusiva. Perché leggere non è solo decodificare parole: è anche un’esperienza che può essere arricchita da un pizzico di azione.