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“Alessandro Vantini: un viaggio tra scrittura e volontariato”

Alessandro Vantini, un uomo di 77 anni, è un ex tornitore e scrittore appassionato, che crede fermamente nel potere dell’amore, capace di superare anche la morte.

La sua convinzione è frutto delle esperienze accumulate sia nel mondo del lavoro che nel volontariato.
«Mio padre e mio nonno sono stati i miei modelli», racconta Vantini. «Ho vissuto il volontariato come un atto di libertà e responsabilità, fino a quando la salute me lo ha permesso. Grazie a loro, ho sviluppato un amore per la narrazione orale, che mi ha affascinato fin da bambino durante le veglie invernali nei fienili. Col tempo, ho sentito l’urgenza di esprimere storie per iscritto».

La sua avventura con la scrittura non è stata priva di ostacoli. In seconda elementare, Vantini non riusciva a leggere correttamente a causa della dislessia. «La mia insegnante credeva che fossi pigro e incapace», ricorda. «Ma non era così; amavo andare a scuola e mi impegnavo. Non sapevo di avere la dislessia, e questo mi ha portato a essere bocciato, facendomi soffrire profondamente. Ho promesso a me stesso che avrei scritto un libro».

Dopo questa difficile esperienza, il suo percorso scolastico è cambiato radicalmente. «Con i nuovi insegnanti, ho trovato supporto; le mie composizioni venivano lette in classe durante le ultime due classi delle elementari. Questo mi ha fatto innamorare della poesia e della letteratura», spiega Vantini.

La sua passione è cresciuta grazie all’influenza di professori competenti durante la scuola professionale. Da adulto, ha ripreso a scrivere durante i viaggi di lavoro in tutto il mondo.

«Dopo il lavoro, ho iniziato a comporre poesie in dialetto e italiano, per poi passare ai racconti. Scrivevo per me stesso, per elaborare ricordi ed esperienze. Era una necessità che mi faceva sentire bene», afferma.

Vantini ha anche viaggiato all’estero come volontario, contribuendo alla costruzione di strutture in Ciad e Mozambico. Il suo impegno nel volontariato è iniziato nel 1976, dopo il terremoto in Friuli Venezia Giulia, quando si unì al Gruppo Alpini per aiutare la comunità di Buja. Ha continuato a prestare servizio con la Fevoss fino a quando problemi di salute lo hanno costretto a fermarsi.

Oggi Vantini dedica tempo alla sua passione per la scrittura: «Ogni giorno scrivo. Ho completato circa 15 racconti per un totale di un milione di parole e ho pubblicato il mio primo libro: “Il Re del Longiar”, una storia quasi vera su un immigrato africano che trova successo in Italia grazie alle sue qualità umane».

Attualmente sta lavorando su una nuova storia ispirata alla stella Alcor della costellazione dell’Orsa Maggiore.

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Aumento degli alunni con DSA in Italia: un’analisi delle nuove tendenze e delle politiche educative

Il sistema scolastico in Italia ha registrato un notevole aumento degli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Recenti dati pubblicati dal Ministero dell’Istruzione rivelano che, negli anni accademici 2021/2022 e 2022/2023 , la percentuale di studenti con DSA è cresciuta in modo significativo, passando dallo 0,9% nel 2010/2011 al 6,0% nel 2022/ 2023. Questo trend evidenzia una crescente sensibilizzazione e attenzione verso le problematiche legate ai DSA.

Crescita della consapevolezza e diagnosi precoce

La crescita del numero di alunni diagnosticati con DSA ha avuto ripercussioni importanti sulle politiche educative e sulle pratiche didattiche. Gli studenti con diagnosi formale frequentano principalmente le scuole primarie e secondarie.
Inoltre, è emerso un gruppo di bambini in età prescolare e nei primi anni della scuola primaria identificazioni come “a rischio DSA”. L’analisi di questi gruppi è cruciale per comprendere le dinamiche dei disturbi dell’apprendimento e le risposte del sistema educativo.

Incremento degli alunni con diagnosi

Nel 2022/2023 , il 6,0% degli studenti italiani presenta un DSA, evidenziando un incremento costante rispetto agli anni precedenti. In particolare, nelle scuole secondarie si è registrato un aumento significativo di diagnosi formali di DSA. Questo non solo riflette una reale crescita dei casi, ma anche una maggiore consapevolezza riguardo alla necessità di supporto.

Attenzione alla prevenzione per i bambini a rischio

È fondamentale non trascurare gli alunni “a rischio” che non hanno ancora ricevuto una diagnosi ufficiale. Questi bambini, che frequentano la scuola dell’infanzia ei primi anni della primaria, rappresentano un periodo cruciale per lo sviluppo delle competenze cognitive. Monitorare questi studenti consente di attuare interventi preventivi per evitare l’insorgere di disturbi più gravi.
Le scuole stanno intensificando gli sforzi per valutare continuamente i bambini a rischio, utilizzando metodologie adeguate per identificare tempestivamente eventuali difficoltà. L’aumento degli alunni identificati come “a rischio DSA” indica una crescente attenzione verso la fase iniziale del percorso educativo.

Fattori contributivi all’aumento dei casi di DSA

L’aumento dei casi di alunni con DSA può essere attribuito a diversi fattori, tra cui il miglioramento delle capacità diagnostiche e l’accesso ai servizi di supporto.
Le famiglie e le scuole sono ora più informate sui disturbi dell’apprendimento e sulle opportunità di intervento precoce. Inoltre, la formazione degli insegnanti è aumentata, apportando una maggiore comprensione delle difficoltà che alcuni studenti affrontano.

Inclusione scolastica: un impegno necessario

L’inclusione scolastica rappresenta una priorità in Italia, garantendo il diritto all’istruzione per tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro difficoltà. È essenziale che le scuole implementino pratiche didattiche personalizzate, come l’uso di tecnologie digitali e Piani Educativi Personalizzati (PDP), per favorire l’integrazione degli alunni con DSA.

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DSA e Celebrità

Dislessia e comunicazione: un viaggio tra emozioni e malintesi

Il brano “Dislesso” affronta il complesso tema della dislessia e le sue implicazioni nella comunicazione, ambientato in un contesto estivo.
Il protagonista si trova ad affrontare una serie di situazioni in cui la difficoltà di esprimere i propri pensieri genera malintesi e momenti di imbarazzo.

La dislessia non è solo una caratteristica individuale, ma rappresenta un simbolo di una condizione più ampia: il senso di inadeguatezza e le sfide nell’esprimere autenticamente le proprie emozioni.

La canzone si sviluppa su due piani: da un lato, l’immagine di un’estate spensierata, ricca di momenti di libertà (come una serata sulla spiaggia o una gita in moto), dall’altro, la dimensione interiore del protagonista, segnata da confusione e frustrazione.

Le parole inadeguate ei fraintendimenti rivelano una lotta interna, dove il desiderio di connessione si scontra con l’incapacità di comunicare in modo efficace.

La dislessia diventa così una potente metafora del disagio emotivo e della debolezza nei momenti intimi. Questo conflitto culmina nella separazione tra il protagonista e la sua partner, che si allontana, lasciandolo con il rammarico di non aver saputo trasmettere i propri sentimenti. Nonostante l’atmosfera leggera, il brano comunica un profondo senso di solitudine e smarrimento, facendo della comunicazione un tema centrale e universale.
L’artista commenta così la sua creazione: “Sono entusiasta per il lancio del mio terzo brano, dopo i successi dei precedenti che hanno superato le 100 mila ascolti e mi hanno permesso di esibirmi su palchi importanti, come quello di Riccione al Deejay On Stage ‘Con ‘Dislesso’, desideroso combattere i pregiudizi legati agli errori: sbagliare non è la fine del mondo; anzi, è proprio dagli errori che si può trarre forza di confusione e trasformarli in opportunità di crescita.”

Qui il link della canzone

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Nuove linee guida Cnudd: un passo avanti per l’inclusione universitaria in Italia

La conferenza nazionale universitaria dei delegati per l’inclusione degli studenti con Disabilità e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Cnudd) ha recentemente introdotto delle nuove Linee Guida  per garantire il diritto allo studio per gli studenti con disabilità e DSA.

Queste linee guida sono state sviluppate in risposta all’aumento significativo del numero di studenti universitari con disabilità o DSA, che ora rappresentano il  2,5% della popolazione accademica italiana. Il presidente della Cnudd Luca Fanucci ha sottolineato che “questo documento rappresenta un passo fondamentale nel panorama universitario, poiché non solo definisce gli strumenti di supporto, ma delinea anche come le istituzioni devonono organizzarsi per assicurare pari opportunità a tutti gli studenti” .

Le istituzioni italiane stanno quindi rendendo concreto il diritto allo studio, passando da un approccio formale a uno sostanziale. Oltre a identificare i soggetti coinvolti, i ruoli ei servizi necessari, viene anche trattato il tema dell’orientamento, con un focus speciale sugli studenti con Bisogni Educativi Speciali.

Con l’aumento esponenziale degli studenti con disabilità e DSA , è necessario ripensare l’organizzazione universitaria. Non basta più parlare di “inclusione”; è fondamentale chiarire cosa significa realmente per il personale accademico e come promuovere una partecipazione attiva alla vita universitaria.

Inoltre, è importante lavorare sulle relazioni tra docenti e studenti, così come tra docenti e servizi, affinché ci sia un’interazione proficua con l’ambiente universitario e le sue risorse culturali ed economiche.

“Massimizzare le potenzialità di ogni studente garantendo pari opportunità di accesso ai corsi e alle esperienze universitarie è essenziale per una vera inclusione”, ha concluso il presidente.

Linee guida CNUDD 2024 

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Dislessia: trasformare una sfida in opportunità – La storia di Giuseppe Fallacara

Giuseppe Fallacara, autore di un libro intitolato “Grazie alla dislessia sono diventato professore universitario”, ha recentemente condiviso la sua storia, pubblicata nel 2020 ma resa nota solo ora. In un’intervista a CoratoLive, ha dichiarato: «Oggi mi sento pronto a parlarne».

                       Un viaggio personale e professionale

Questa autobiografia, scritta durante il lockdown per il Covid-19, si rivolge a un pubblico variegato: giovani e adulti con dislessia, genitori di bambini dislessici, educatori, e appassionati di architettura e viaggi.
Fallacara ha scelto di non promuovere il suo libro inizialmente, poiché si basa su esperienze personali piuttosto che su competenze scientifiche.
La pandemia ha coinciso con un momento significativo della sua carriera: il 1° aprile 2020 è diventato docente ordinario a soli 46 anni, un traguardo celebrato in modo inusuale tramite una videoconferenza.

                      La dislessia come opportunità

Il professor Fallacara, attualmente il più giovane docente nella sua disciplina in Italia, ha fatto coming out sulla sua dislessia per condividere le emozioni legate a questo traguardo.
Il 12 ottobre scorso ha pubblicato la copertina del suo libro su Facebook, accompagnandola da un video del psicologo dell’apprendimento Giovanni Fenu.

                                 Riflessioni sull’apprendimento

Fallacara sostiene che la dislessia lo ha spinto a sviluppare metodi alternativi per affrontare le difficoltà di lettura automatica. Ha scritto il suo libro per supportare chi percepisce la dislessia come un ostacolo e per sfatare miti legati ai geni dislessici.
Racconta delle sue esperienze scolastiche difficili e del supporto che ricevette da sua madre, insegnante elementare, che non riusciva a identificare il problema a causa della scarsa consapevolezza del disturbo all’epoca.

                                                    Conclusioni

Fallacara conclude che la dislessia può trasformarsi in una risorsa se supportata da un ambiente educativo adeguato. Molti studenti dislessici rischiano di essere etichettati negativamente e abbandonati agli studi. Condivide la sua esperienza per ispirare speranza nei genitori dei bambini dislessici e sottolinea l’importanza di proteggere i giovani durante il loro percorso educativo.

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L’importanza delle mappe concettuali nell’apprendimento per studenti con DSA

Una mappa concettuale è uno strumento visivo che facilita la rappresentazione grafica di idee e concetti, utilizzando parole chiave e immagini per evidenziare le relazioni tra di essi. Questa tecnica si basa su nodi, che simboleggiano i concetti, e linee che illustrano le connessioni esistenti.

Le mappe possono essere suddivise in diverse categorie, tra cui le mappe mentali e quelle concettuali.

Mappe mentali vs. mappe concettuali

La mappa mentale si sviluppa attorno a un concetto centrale e si espande in rami che rappresentano idee correlate. Questo approccio favorisce l’associazione di pensieri e riflessioni su conoscenze già acquisite.
Al contrario, la mappa concettuale ha una struttura gerarchica che consente di visualizzare le informazioni in modo organizzato, partendo dai concetti principali per arrivare a quelli secondari. Questa caratteristica la rende uno strumento prezioso per l’apprendimento, sia per gli studenti che per gli insegnanti.

Rilevanza per gli studenti con DSA

Per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), le mappe concettuali offrono numerosi vantaggi:

1) chiarezza visiva: questi strumenti consentono una visualizzazione chiara delle informazioni, facilitando la comprensione per coloro che faticano con testi lineari.

2) organizzazione del pensiero: creare una mappa aiuta a strutturare il pensiero e a comprendere meglio le interrelazioni tra i vari concetti, essenziale per sviluppare abilità di ragionamento critico.

3) memoria migliorata: l’uso di colori e immagini consente agli studenti di associare concetti a elementi visivi, migliorando il richiamo delle informazioni.

4) personalizzazione dello studio: ogni studente può adattare la propria mappa alle proprie esigenze, creando rappresentazioni grafiche che riflettono il proprio stile di apprendimento.

L’importanza dell’integrità delle mappe

È fondamentale non apportare correzioni alle mappe concettuali create dagli studenti. Questo approccio promuove:

  • creatività: le mappe sono espressioni personali; correggerle può limitare l’individualità dell’apprendimento.
  • autonomia: consentire agli studenti di lavorare sulle proprie mappe senza interventi esterni rafforza la loro fiducia nelle proprie capacità.
  • riflessione continua: le mappe devono essere considerate strumenti dinamici; gli studenti possono rivederle e migliorarle man mano che acquisiscono nuove conoscenze.
  • valorizzazione del processo: è essenziale focalizzarsi sul processo di creazione della mappa piuttosto che sul risultato finale, enfatizzando l’esperienza di apprendimento.

In conclusione, le mappe concettuali rappresentano un potente alleato nell’apprendimento per gli studenti con DSA, offrendo un metodo efficace per organizzare e visualizzare le informazioni. Rispettare l’integrità delle loro creazioni è cruciale per stimolare creatività e autonomia, contribuendo così al successo educativo a lungo termine.